BIG GIRLS DON’T CRY: di Alessandra Dell’Atti e Francesco Gabrielli

Nuovi spazi crescono nella città di Torino. Nella casa di quartiere PiùSpazioQuattro dii via Saccarelli in Circoscrizione 4 si sta allestendo una sala dedicata alle arti performative grazie agli sforzi di Francesco Gabrielli e Alessandra Dell’Atti promotori della rassegna Corpi Celesti all’interno della quale ieri sera 24 febbraio ho potuto assistere a Big girls don’t cry, piccolo studio in cui gli autori e interpreti sono proprio i due organizzatori.

Big girls dont’ cry è una storia d’amore che mette in scena il suo fallimento alla ricerca di una ricostruzione. E un nuovo fallimento è in vista alla fine del percorso. La scena rimanda all’origine e riflette l’immagine che si voleva cancellare. E l’amore ripiomba nell’abisso da cui voleva fuggire.

Un uomo e una donna (Francesco Gabrielli e Alessandra Dell’Atti) si incontrano sulla scena. Lui porge un mazzo di fiori e la coppia inizia a danzare. Si scambiano gli anelli, e la danza si fa più complicata dove lei diventa una sorta di marionetta nelle mani di lui. In sottofondo la musica eseguita dal vivo da Gianluca Pizzino.

La coppia infine si rompe, lei in abito bianco sale su una sorta di piedistallo che si capisce essere una torta nuziale in cui manca la figura maschile. Lei è abbandonata sola, imbrigliata in un ruolo. Alle sue spalle un video da filmino da pranzo di nozze.

Lei alla fine riesce e liberarsi a scendere dalla torta e se ne va. Lui resta solo a danzare mentre la voce di lei in sottofondo svela ironicamente l’arcano: la scena era una messinscena di un amore finito con lo scopo di ricucirlo ma appunto il teatro non riflette che la verità e rimanda l’immagine orribile che si voleva cancellare. Il fallimento è compiuto e tombale.

Big girls don’t cry di Alessandra Dell’Atti e Francesco Gabrielli è uno spettacolo ancora in fase di lavorazione, presentato al pubblico in una sorta di condivisione del percorso di creazione. I difetti sono ancora presenti, la forma non pienamente smussata e raffinata (nuove residenze creative sono già fissate nell’immediato futuro), ma lo scopo non è tanto quello di mostrare un lavoro quanto quello di animare uno spazio che sta nascendo proponendo contenuti che possano incontrare un pubblico che è da formarsi.

All’interno di Corpi Celesti Francesco Gabrielli e Alessandra Dell’Atti propongono alcuni titoli interessanti tra cui il 17 marzo prossimo Faustbuch di Enrico Casale con attori con disabilità prodotto dalla Compagnia Scarti di La Spezia finalista nell’ultima edizione del Premio Scenario.

Corpi Celesti è un’iniziativa che speriamo possa avere continuità e a cui possa essere data una possibilità di crescita. Questo è l’augurio che di cuore faccio ai due artisti organizzatori Francesco Gabrielli e Alessandra Dell’Atti.