OSAKA: di Carmelo Segura Dance Company

Osaka di Carmelo Segura è un mito che attraversa in varie declinazioni tutto l’Estremo Oriente. Un filo rosso attraversa la vita di ognuno di noi, ne determina gli incontri, le persone che amiamo, odiamo, ci aiutano o ci ostacolano. Un filo rosso legato a noi e a coloro che in maniera significante influenzano la nostra esistenza; un filamento rosso che intesse le nostre vite nel disegno delle epoche.

Osaka di Carmelo Segura non è un racconto, è un flusso di emozioni e interazioni: piccole lotte, scontri animaleschi, amori focosi o delicate tangenze che in un attimo svaniscono come un fiore d’arancio. Ed è la danza che emana dal palco alla platea queste sensazioni che coinvolgono il pubblico, la avvincono nel movimento, lo coinvolgono senza proferir parola alcuna.

Osaka di Carmelo Segura è un viaggio senza giudizio nei rapporti umani, nel tempo, lungo o breve che sia in cui questi si sviluppano e muoiono, come nel toccante bassorilievo di figure iniziale, dove i due danzatori, sviluppano teorie di possibilità appiattiti su un fondale di carta di riso. O come nel cerchio di fili rossi a racchiudere un giardino zen di chicchi di riso, simbolo di fertilità e prosperità dove avviene una lotta che ricorda il sumo. Nel piccolo cerchio delle interazioni forza e delicatezza giocano e danzano il nostro destino,

Osaka di Carmelo Segura ripeto non è un racconto, ma una compresenza di quadri, situazioni, stati mentali ed emotivi che travalicano uno nell’altro, travasano come coppe comunicanti le esperienze che si maturano nel tempo e nello spazio e perennemente evolvono e si permutano, come nel gioco di ombre dei danzatori in cui ogni azione e ogni movimento conosce il suo doppio ingrandito. Un evolversi come di piccolo sasso gettato in un lago calmo a generare onde sempre più ampie, come ogni gesto, perfino il più gentile e delicato crea onde di risonanza nelle vite a cui è dedicato.

Carmelo Segura è un giovane coreografo e danzatore madrileno, fondatore della Carmelo Segura Dance Company (ospite in questi giorni nella stagione di Officine Caos/Stalker Teatro) con già all’attivo un bel curriculum internazionale e un linguaggio coreografico maturo, estremamente poetico, delicato che in Osaka si palesa in tutta la sua forza gentile.